“Pensavo di trovare un altro mondo nell’arrampicata. Pensavo a una specie di dimensione parallela, sognavo una realtà separata” wolfan gullich

Sci, FINE!

Abbiamo ufficialmente finito gli esami di scialpinismo, didattica di discesa e salita. Un modulo estenuante più mentalmente che fisicamente…anche se gli 8000 metri di dislivello in 5 giorni che abbiamo macinato si sono fatti sentire sulle gambe. Ma il fatto di essere sempre sotto esame per sette giorni è dura, alla lunga ti snerva perchè il risultato ti verrà comunicato solo alla fine del modulo.

3 maggio: Arriviamo giovedì sera in albergo ad Arvier, pochi chilometri da Aosta, e il giorno dopo siamo subito catapultati nell’ottica di essere dei professionisti. L’esame consiste nell’insegnamento delle tecniche di salita e discesa con gli sci, quindi: “Marco, spiegami prima a parole e poi dimostra il dietrofront infilato di punta a epsilon” oppure, “spiega il cortoraggio saltato” e avanti così per qualsiasi tipo di curve in discesa o metodi di salita con le pelli. Tutto questo nella meravigliosa cornice di Cervinia dove la neve di certo non manca come anche le piste enormi e molto lunghe. A questa giornata bene o male tutti eravamo preparati, a casa si studiava e sulle piste ci si esercitava. Quello a cui nessuno ci poteva preparare era l’affrontare le uscite di scialpinismo con tutte le variabili del caso.

Durante le gite bisognava tirare fuori tutta l’esperienza del nostro bagaglio di alpinisti. Riconoscere il percorso più breve ma più sicuro, trovare il luogo più adeguato per virare, usare carta, bussola e GPS, usare il metodo adeguato per affrontare un pendio o una parete dove bisogna togliere gli sci. E ancora, avere l’occhio per prestare attenzione ai propri clienti, quindi: verificare arva, pala, sonda, vestiario, attrezzatura, briefing iniziale, nodi, legature… la lista potrebbe continuare all’infinito.

5 maggio: prima pellata,  saliamo ad una finestra(una forcella squadrata) situata in val Grisanche. La partenza sotto la pioggia non è entusiasmante ma con un po’ di coraggio iniziamo la salita, dopo un lungo traverso il cielo si apre e la giornata prende un piega solare. Scendiamo dalla forcella e dopo qualche curva iniziamo il lungo traverso da cui siamo saliti. 1100 metri di dislivello per un totale di 24 chilometri e 20 curve di numero chiudono la giornata…poteva andare meglio.

6 maggio: salita alla Taou Blanc in val di Rhemes. Enormi valloni accompagnano sia la salita che la discesa, permettendoci di ammirare la vastità degli ambienti occidentali. Il giorno seguente saliamo al rifugio Benevolo salendo alla Gran Vaudala. Una sciata eccezzionale ci porta al rifugio dove passeremo la notte. Il tempo rimane stabile e la crema solare è necessaria. Il giorno seguente saliamo alla Granta Parei, tolti li sci per affrontare gli ultimo 200 metri di dislivello arriviamo in cima lungo una cresta area e molto spettacolare.

8 maggio: dopo una nottata passata di nuovo in albergo saliamo al rifugio Vittorio Sella da Cogne. Saliamo i 1000 metri di dislivello carichi come muli visto che il rifugio è chiuso e bisogna portare tutto a spalla, compresi sci e scarponi per più di metà del percorso a causa della mancanza di neve.

9 maggio: ultimo giorno di esame dopo tante giornate alle spalle. Bisogna tirare fuori il coraggio di uscire dalla branda alle cinque di mattina. Ci aspettano altri 1600 metri di dislivello: saliti alla Gran Serra ridiscendiamo la valle con una calata e risaliamo lungo la valle dell’Inferno. Nome appropriato per l’ultima salita di una lunga settimana. Risaliamo per l’ultima volta ad una forcella che ci riporterà definitivamente alla macchina con una sciata galattica.

10 maggio: la tensione sale, seduti nella sala da pranzo dell’albergo. Invece di dirci subito i risultati ci fanno penare fornendoci però,utilissimi appunti sul comportamento da tenere quando siamo al lavoro. Questi appunti spesso sono esattamente quelle piccolezze che però identificano un professionista. Quindi tutti con le orecchie ben alzate, questi consigli sono oro colato: le esperienze di chi lavora da molti anni nel settore sono fondamentali.

Bene, arriva il momento dei tre voti: didattica di salita, didattica di discesa e voto complessivo del modulo in ambiente alpino (quello più importante). Tre grandi respiri ed è fatta. Sciolto il conclave si vedono scene con pugni alzati in segno di vittoria, sembra di aver vinto una guerra!

alla prossima..

Marco Milanese

 

sotto "storm before the calm"

sotto "storm before the calm"

Dopo la sensazionale sciata di mercoledì, assieme ad Andrea, decidiamo di iscriverci alla gara “adrenalin Canin freeride open”, un evento collaterale della finale nazionale di “IFREE”, il circuito nazionale di gare di freeride big mountain. Un evento eccezionale che si è svolto sabato e domenica a Sella Nevea. Una gara storica, la prima di questo genere sul Canin, che ha richiamato gente da veramente lontano. Ma partiamo dal principio, venerdì decido di andare da solo a Maltatal per fare un po’ di boulder cosi, sabato scendendo, mi fermerò direttamente a Sella per le iscrizioni e la festa.

Due giorni di blocchi utili alla potenzia delle dita e della schiena ma utili soprattutto allo spirito. Una voglia insaziabile di vivere a contatto con la natura.

Mi nutro della pura essenza del bosco. La vivo intensamente, solo. I suoni, i profumi , la luce e i colori brillano quando, nella solitudine dei passaggi su inermi blocchi di pietra, rimango semplicemente ad osservare. Non a parlare con un amico ma semplicemtne osservare, magari con una bella canzone. E’ difficile trasmettere le proprie emozioni visto che non so scrivere, disegnare o qualsiasi altra forma d’arte, ma l’importante, il fine ultimo della mia ricerca sono le emozioni. La passione per una natura ancora di una bellezza sconosciuta, una creazione superiore che mi sfugge. Quando scalo distante da casa mi ritrovo. Nella foresta di Malta ho scalato, ho ammirato e lasciato giusto qualche traccia di magnesio che un acquazzone porterà via, per il resto io qua non sono esistito.

cascata sopra i blocchi

cascata sopra i blocchi

Qua si trova il link del precedente articolo su Maltatal.

lo spot della gara!!

lo spot della gara!!

Dalla solitudine passo alla festa di sabato per la gara di freeride big mountain. Tanta gente, anche dovuta alla gara di freestyle che si è tenuta proprio sabato mattina, festeggia questo ritrovo. Data la sveglia, il ritrovo per domenica è fissato alle sette alla seggiovia, si va a dormire relativamente presto. L’indomani tutti pronti e bardati con: ARVA, pala, sonda, pettorale, paraschiena e casco ci dirigiamo verso Bovez dove risaliremo al foro del monte Forato da dove parte la gara. Un paio di ore abbondanti per aspettare il nostro turno ci permettono di fare qualche sciatina di riscaldamento e di socializzare con gli altri partecipanti. Ci sono atleti venuti perfino dal Sudafrica (anche se residenti per la stagione invernale in val badia) con i quali ci si può confrontare. Tutto è pronto, scendo il foro a piedi per il primo pezzo di roccia, chiudo i ganci ( ovviamente mi si rompe quello della caviglia), un bel calk degli attacchi mi ricorda che ormai bisogna scendere, si parte. Adrenalina a mille, concentrazione e via, lasciamo andare queste belle tavole che ho sotto i piedi. La run fila via liscia e riesco anche a non cadere. Meglio di così non poteva andare. Bene, mi godo la discesa degli amici rimasti e poi tutti al Gilberti per un po’ di festa con premiazioni e dj.

la partenza dal foro

la partenza dal foro

Un evento sicuramente da ricordare e sopratutto da ripetere, il forato è un posto eccezionale per questo tipo di gare. Zeno infatti, il local arrivato terzo alla finale nazionale, ha convinto gli organizzatori a venire sul Canin per svolgere questa gara. Speriamo che questa esperienza si ripeta sempre più in grande, richiamando sempre più persone amanti della “neve profonda”.

ifreefinal  il podio sci maschile. Holzer king of 2012

ifreefinal il podio sci maschile. Holzer king of 2012

Ultima settimana di sci dell’anno per me, giovedi si parte per il corso guide in direzione monte Bianco. Alla prossima, spero di mettere altre foto della gara ancora non reperibili.

il rasta

Faloria Freeride

Mercoledì, dopo giorni di nevicate continue, finalmente è una bella giornata, e nonostante la mia propensione in questo periodo per la scalata, merita andare a fare un giro nella polvere. Saliti in macchina Elisa, Andrea ed io risaliamo la val del Boite e arriviamo a Cortina. Il Faloria ci aspetta. Unico comprensorio ancora aperto nei paraggi, ha regalato grandi emozioni. Purtroppo essendo appunto l’unico  aperto la gente si accalcava agli sportelli. Le linee normalmente più battute erano completamente macinate dal giorno prima, grazie al corso maestri di sci! Ma fortunatamente rimanevano ancora un bel po’ di giri liberi e poco più arditi. Una splendida giornata solare e che ha messo alla prova i nostri quadricipiti. Lascio parlare qualche meravigliosa foto scattata da Andrea Fusari che oltre a fotografare ha sciato da paura.

da sinistra, io Elisa e Andrea una bella giornata da ricordare :-)

da sinistra, io Elisa e Andrea una bella giornata da ricordare :-)

A presto, spero di trovarvi tutti domenica alla gara di freeride a Sella Nevea.

Il Rasta

Etna: tra fuoco e neve

man VS fire

man VS fire

Mio padre, assieme ad un folto gruppo di sci-alpinisti, è andato a spasso sull’Etna. Una scelta più che azzeccata vista la miseria di neve dalle nostre parti e la fortuna di vedere un’ eruzione. Grandi emozioni e spettacolari scenografie hanno accompagnato la gita fuori porta che sicuramente ha meritato i chilometri. Le immagini parlano più di molte parole. Ecco a voi.

La scorsa estate gli amici e Guide alpine InMont, Massimo e Guido Candolini, mi hanno gentilmente invitato ad un video realizzato da alcuni ragazzi, e commissionato dal comune di Gemona. Questo video è inserito in un progetto chiamato appunto Gemona città dello sport.

Il comune vuole fare di questa cittadina una meta del turismo sportivo non casualmente, il territorio infatti offre molte opportunità. Grazie alle molteplici strutture presenti è possibile praticare tutti gli sport di squadra più popolari, infatti la facoltà di scienze motorie di Udine a sede qua. La cornice delle preapli Giulie e il lago di Cavazzo offrono invece a tutti gli amanti degli sport outdoor occasioni per praticare: Trekking, Mountain bike, Corsa, Nuoto, Vela, Windsurf, Kitesurf, Kayak e ovviamente arrampicata classica e sportiva.

Ed è proprio di quest’ultima che si parla nel video, uno spot per presentare le falesie nelle vicinanze di Gemona. Ovviamente vedendo il video nessuno crede alla mia partecipazione ma quei 6 secondo netti giuro che ci sono anche io!

Questo secondo e terzo video invece presentano il progetto in generale con un ospite d’eccezione, Oscar Pistorius. Le sue parole devo essere d’esempio per tutti noi.

alla prossima

il Rasta

Si parte da Udine: direzione Formazza! …come vi starete chiedendo anche voi, anche io mi sono fatto questa domanda: dove diamine è Formazza? Ovviamente è in val Formazza, che si trova al confine con la Svizzera, sopra Domodossola. Una valle tanto lunga quanto nevosa, piena di cave di granito e di falesie con stupende fessure, oltre a meravigliosi laghi cristallini e qualche diga. Un curioso connubio tra uomo ed ambiente, a volte un po’ forzato, ma sono sicuramente meglio le dighe che le centrali a carbone…!

Samule, are you ready?

Samule, are you ready?

Insomma è proprio qui, nella ridente val Formazza, che si sono svolti gli esami di sci ed ha avuto luogo il modulo di formazione di sci-alpinismo. L’albergo dove abbiamo trovato alloggio è situato proprio alle pendici delle montagne, lì dove finisce la strada.
risalendo l'inteminabile ghiaccio del Basodino

risalendo l'inteminabile ghiaccio del Basodino

Un altro modulo carico di contenuti e di prove,  dove bisognava essere sempre attivi e ricettivi, occorreva essere delle spugne, per riuscire ad apprendere e metabolizzare tutte le  informazione con cui siamo stati bombardati. Anche perché oltre agli  insegnamenti didattici, gli istruttori ci hanno raccontato le loro esperienze lavorative personali, e siccome “tutto fa brodo”, era cosa buona giusta cercare di ricordarsi anche quelli.
in cima al Basodino
I primi due giorni sono stati dedicati agli esami di ARVA, quindi alla seconda ed ultima prova di ricerca di dispersi in valanghe, e agli esami di tecnica di discesa. Al fine di ricreare uno scenario verosimile, come campo di ricerca è stato adottato un canalone nel quale si era effettivamente staccata una valanga. L’esame di discesa invece consisteva in una prova in pista, suddivisa in 4 prove, nelle quali bisognava, ovviamente, eseguire diversi esercizi.  Vi assicuro che dover scendere una pista  sotto gli occhi inquisitori degli istruttori, che ti scrutano con una penna in mano in attesa di un tuo errore, non è per niente facile … diciamo che ti senti un po’ “indurito”…quantomeno!
trasportando la barella

trasportando la barella

Finite queste prove siamo partiti per un tour di 3 giorni, che prevedeva il pernottamento in due rifugi tra Svizzera e Italia. Il primo giorno siamo saliti per ben 1200 metri di dislivello
e abbiamo raggiunto la punta Termine. Ci aspettava una bella sciata su neve trasformata, anche troppo visto che siamo stati obbligati a passare sotto degli enormi lastroni già staccati dal fondo. Una volta arrivati al rifugio Basodino (scusate, ma sconsiglio vivamente!) abbiamo passato il pomeriggio ad esercitarci con le carte geografiche, le bussole e la morra!
grandi tornei di morra!

grandi tornei di morra!

Il giorno seguente ci aspettavano altri 1600 metri e un 15 chilometri buoni per raggiungere la cima al Basodine (3273 m ), dove, attraverso un ghiacciaio perenne, abbiamo raggiunto la cresta e con un po’ di progressione in conserva siamo arrivati in cima.Una volta scesi dalla sommità abbiamo risalito un bel canale, che ci ha permesso di scendere a ovest verso il rifugio Maria Luisa, uno splendido ed economico rifugio che sicuramente merita una visita. Il terzo giorno siamo saliti alla cima di Val Rossa con la costante compagnia di una fitta nebbia, che ci ha però permesso di ottimizzare la nostra pratica nell’utilizzo del GPS e della bussola. La salita si è quindi rivelata anche un ottimo allenamento per imparare meglio l’utilizzo di questi strumenti, assolutamente indispensabili per un professionista della montagna.
Nel Canale del Kastelhorn

Nel Canale del Kastelhorn

Fortunatamente il sabato la neve è scesa copiosamente, forse anche troppo, tanto che la domenica mattina, per poter andare a fare colazione nell’ albergo, che si trovava sull’altro lato della strada, abbiamo dovuto spalare (anzi HANNO dovuto spalare, visto che io ero ancora addormentato) 60 centimetri di neve. Recupererò la pigrizia dopo, spalando la neve per far uscire le macchine dal parcheggio. Ci aspettava una bella giornata di neve polverosa e didattica in pista, il che l’ha resa tanto utile quanto divertente, il che non guasta mai.
Marco Kulot nella Powder

Marco Kulot nella Powder

Il giorno seguente le condizioni meteo non erano propriamente delle migliori, quindi abbiamo affrontato un’altra giornata di didattica sulla salita e le inversioni con gli sci e le pelli, nonché la realizzazione di una barella fatta con sci, racchette piccozza e una corda.
Martedì, l’ultimo giorno di questo modulo, abbiamo provato a fare un altra escursione , ma la tanta neve caduta nei giorni precedenti aveva fatto schizzare il livello di allerta per il pericolo di valanghe, anche spontanee. Abbiamo dunque ritenuto più sicuro e saggio starcene tranquilli a fare qualche profilo della neve, per indagare e comprendere al meglio i reali pericoli che si possono creare nelle diverse zone della valle.
L'ultimo giorno con una bella sciata

L'ultimo giorno con una bella sciata

L’ultimo giorno del modulo è stato anche sinonimo di “bastonate”! Infatti proprio l’ultimo giorno gli istruttori ci hanno comunicato i voti e ci hanno dato dei consigli per poter migliorare i nostri difetti o le nostre mancanza, al fine di perfezionare la nostra preparazione per quella che sarà la nostra futura (spero) professione. Fortunatamente tutto è andato per il meglio e il trio friulano è passato al test di sci e potrà proseguire in questo entusiasmante percorso.
La strada è ancora lunga e piena di stimoli, prove ed esami … sperin ben!
Alla prossima!

Marco Milanese