Abbiamo ufficialmente finito gli esami di scialpinismo, didattica di discesa e salita. Un modulo estenuante più mentalmente che fisicamente…anche se gli 8000 metri di dislivello in 5 giorni che abbiamo macinato si sono fatti sentire sulle gambe. Ma il fatto di essere sempre sotto esame per sette giorni è dura, alla lunga ti snerva perchè il risultato ti verrà comunicato solo alla fine del modulo.
3 maggio: Arriviamo giovedì sera in albergo ad Arvier, pochi chilometri da Aosta, e il giorno dopo siamo subito catapultati nell’ottica di essere dei professionisti. L’esame consiste nell’insegnamento delle tecniche di salita e discesa con gli sci, quindi: “Marco, spiegami prima a parole e poi dimostra il dietrofront infilato di punta a epsilon” oppure, “spiega il cortoraggio saltato” e avanti così per qualsiasi tipo di curve in discesa o metodi di salita con le pelli. Tutto questo nella meravigliosa cornice di Cervinia dove la neve di certo non manca come anche le piste enormi e molto lunghe. A questa giornata bene o male tutti eravamo preparati, a casa si studiava e sulle piste ci si esercitava. Quello a cui nessuno ci poteva preparare era l’affrontare le uscite di scialpinismo con tutte le variabili del caso.
Durante le gite bisognava tirare fuori tutta l’esperienza del nostro bagaglio di alpinisti. Riconoscere il percorso più breve ma più sicuro, trovare il luogo più adeguato per virare, usare carta, bussola e GPS, usare il metodo adeguato per affrontare un pendio o una parete dove bisogna togliere gli sci. E ancora, avere l’occhio per prestare attenzione ai propri clienti, quindi: verificare arva, pala, sonda, vestiario, attrezzatura, briefing iniziale, nodi, legature… la lista potrebbe continuare all’infinito.
5 maggio: prima pellata, saliamo ad una finestra(una forcella squadrata) situata in val Grisanche. La partenza sotto la pioggia non è entusiasmante ma con un po’ di coraggio iniziamo la salita, dopo un lungo traverso il cielo si apre e la giornata prende un piega solare. Scendiamo dalla forcella e dopo qualche curva iniziamo il lungo traverso da cui siamo saliti. 1100 metri di dislivello per un totale di 24 chilometri e 20 curve di numero chiudono la giornata…poteva andare meglio.
6 maggio: salita alla Taou Blanc in val di Rhemes. Enormi valloni accompagnano sia la salita che la discesa, permettendoci di ammirare la vastità degli ambienti occidentali. Il giorno seguente saliamo al rifugio Benevolo salendo alla Gran Vaudala. Una sciata eccezzionale ci porta al rifugio dove passeremo la notte. Il tempo rimane stabile e la crema solare è necessaria. Il giorno seguente saliamo alla Granta Parei, tolti li sci per affrontare gli ultimo 200 metri di dislivello arriviamo in cima lungo una cresta area e molto spettacolare.
8 maggio: dopo una nottata passata di nuovo in albergo saliamo al rifugio Vittorio Sella da Cogne. Saliamo i 1000 metri di dislivello carichi come muli visto che il rifugio è chiuso e bisogna portare tutto a spalla, compresi sci e scarponi per più di metà del percorso a causa della mancanza di neve.
9 maggio: ultimo giorno di esame dopo tante giornate alle spalle. Bisogna tirare fuori il coraggio di uscire dalla branda alle cinque di mattina. Ci aspettano altri 1600 metri di dislivello: saliti alla Gran Serra ridiscendiamo la valle con una calata e risaliamo lungo la valle dell’Inferno. Nome appropriato per l’ultima salita di una lunga settimana. Risaliamo per l’ultima volta ad una forcella che ci riporterà definitivamente alla macchina con una sciata galattica.
10 maggio: la tensione sale, seduti nella sala da pranzo dell’albergo. Invece di dirci subito i risultati ci fanno penare fornendoci però,utilissimi appunti sul comportamento da tenere quando siamo al lavoro. Questi appunti spesso sono esattamente quelle piccolezze che però identificano un professionista. Quindi tutti con le orecchie ben alzate, questi consigli sono oro colato: le esperienze di chi lavora da molti anni nel settore sono fondamentali.
Bene, arriva il momento dei tre voti: didattica di salita, didattica di discesa e voto complessivo del modulo in ambiente alpino (quello più importante). Tre grandi respiri ed è fatta. Sciolto il conclave si vedono scene con pugni alzati in segno di vittoria, sembra di aver vinto una guerra!
alla prossima..
Marco Milanese













































